14 MARZO 2025
il progetto perde anche la stampella di Brugnaro, ora la Regione
chiuda definitivamente il procedimento.
Il Coordinamento No Inceneritore Fusina rivendica come un proprio successo
l'improvviso dietro front del Sindaco Luigi Brugnaro sull'inceneritore di ENI
Rewind, e ora chiede conto alla Regione Veneto mettendo in guardia su possibili
inganni e insidie. Il Coordinamento chiarisce così la propria posizione:
“Dopo oltre due anni di contestazioni, di inchiesta scientifica, di
centinaia di osservazioni e massicce mobilitazioni come la manifestazione dello
scorso 1 giugno con 5.000 persone in piazza, finalmente possiamo dire che il
progetto di ENI Rewind si sta sgretolando. Senza l'azione dei comitati
questo eco-mostro sarebbe già passato e invece, non solo è ancora fermo al
palo, ma ora perde anche una stampella fondamentale: quella offerta dalla
Giunta Brugnaro che fino a questo momento aveva di fatto sostenuto il progetto.
Sia chiaro però che non ci accontentiamo di semplici dichiarazioni rilasciate
alla stampa a pochi mesi dalle elezioni amministrative. Se il
Sindaco di Venezia è convinto di quello che dice, abbia il coraggio di
affrontare il Consiglio Comunale straordinario chiesto pochi giorni fa dalle
opposizioni, e in quella sede si sancisca una volta per tutte che
anche il Comune di Venezia, dopo il Comune di Mira guidato dalla Giunta Dori, è
contrario alla realizzazione di questo impianto, pensato per bruciare 190.000
ton/anno di fanghi avvelenati da PFAS e altre sostanze nocive a due passi da
Malcontenta”.
Il Coordinamento non manca di cogliere ambiguità nelle dichiarazioni di
Brugnaro:
“Da quanto apprendiamo, il Sindaco veneziano dice no all'inceneritore per
fanghi, ma in linea di principio non contesta questa soluzione, né si preoccupa
dell'impatto che questa può determinare sull'ambiente e sulla salute della
popolazione. Una posizione quanto meno ambigua, che in realtà lascia
spazio alla possibilità per Veritas di gestire il business dello smaltimento
dei fanghi inquinati nell'impianto di Fusina e in particolare nella seconda
linea in fase di costruzione. Così come ambigua e contraddittoria appare la
posizione sulle bonifiche, visto che è stata proprio l'amministrazione comunale
di Venezia a far fallire il progetto di riqualificazione del “Vallone
Moranzani” e a opporsi allo spostamento della San Marco Petroli”.
Il Coordinamento torna poi ad incalzare la Giunta regionale di Luca Zaia,
attore politico fondamentale in questa vicenda: “I Sindaci dei due Comuni che
dovrebbero ospitare l'impianto hanno espresso la loro contrarietà, l'Istituto
Superiore di Sanità ha messo in guardia sui pericoli per la salute, il CNR ha
evidenziato tutti i rischi derivati dal processo di incenerimento dei
PFAS. Ormai la Regione Veneto ha tutti gli elementi per chiudere
definitivamente questo procedimento e avviare finalmente un confronto serio e
partecipato per trovare soluzioni alternative e sostenibili al problema della
gestione dei fanghi e dei rifiuti. Non ci sono più giustificazioni per rinviare
questa decisione”.
Infine i comitati sottolineano una volta di più come questo tipo di scelte
dipendano soprattutto da decisioni politiche più che tecniche:
“Affermare che l'approvazione di progetti come quello di ENI dipenda solo da
procedure tecniche e amministrative è pura ipocrisia; le dichiarazioni di
Brugnaro dimostrano ancora una volta che la politica quando vuole decide. Ma
noi diciamo anche che le decisioni sul futuro dell'area di Porto Marghera non
possono più essere appannaggio delle lobby e degli amministratori di turno,
devono vedere il coinvolgimento pieno e diretto non solo dei lavoratori e delle
lavoratrici, dei sindacati e delle varie associazioni di categoria, ma anche
della popolazione che vive intorno a una delle zone industriali più inquinate
d'Europa. Vale per il nucleare, rispetto al quale ribadiamo la nostra totale
contrarietà, per le bonifiche e ovviamente per gli inceneritori e gli altri
impianti pericolosi”.
Coordinamento No Inceneritore Fusina

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