L’effetto serra del metano supera di 80 volte quello della CO2
L’industria
estrattiva di carburanti fossili, immette continuamente informazioni che hanno
lo scopo di continuare a estrarre e vendere prodotti fossili cercando di rallentare
la concorrenza delle fonti energetiche rinnovabili.
L’interesse
economico prevale sulla lotta al cambiamento climatico di cui si manifestano già
le conseguenze
Pubblichiamo
il breve messaggio di Dario Zampieri emerito professore di geologia all’Università
di Padova
METANO
BASSO
IMPATTO AMBIENTALE
“La
relativa minore impronta di CO2
prodotta
dalla combustione del gas naturale a parità di energia
consumata,
il 25-30% in meno rispetto ai prodotti petroliferi e il
40-50% in
meno rispetto al carbone.”
Non
condivido.
Il gas
naturale (metano) è un fossile che produce comunque CO2, inoltre
recentemente si è visto che il gas fuggitivo è più di quanto si pensava (5-6%) di quello estratto e ha un effetto
serra che in 20 anni è 80 volte superiore alla CO2,
circa 30 volte in un secolo.
Le
infrastrutture di trasporto (gasdotti, rigassificatori, ecc.) si ripagano in
decenni, quindi ci impegnano ad usare il gas per troppo tempo.
Inoltre,
col gas dipendiamo sempre dalle importazioni da paesi perlopiù instabili, che
possono venir meno improvvisamente in caso di eventi geopolitici o guerre.
Invece
bisogna
sviluppare le rinnovabili, essenzialmente solare ed eolico, ma serve uno sforzo tale da
decuplicare le installazioni.
Poi,
bisogna sviluppare i sistemi di accumulo circadiani e stagionali, per ovviare alla intermittenza delle
rinnovabili.
I soldi
del PNRR avrebbero dovuto servire
essenzialmente a questo, invece vengono dirottati in mille rivoli ed in grandi
opere che aggraveranno la situazione.


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